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Intestare casa al figlio minore, cosa succede?

Intestare casa al figlio minoreL’intestazione della casa ai figli è un’operazione piuttosto frequente. Ma si può fare anche nei confronti dei figli minori? E quali sono le caratteristiche di questa transazione? Ci sono vantaggi e svantaggi di cui dovresti essere pienamente consapevole?

Il figlio minorenne può diventare titolare di una casa?

Per rispondere a tutte le domande che abbiamo posto in apertura di questo approfondimento non possiamo che ricordare che, in effetti, l’intestazione della casa al figlio minorenne è un’operazione ben realizzabile.

Naturalmente, fino a quando il figlio non avrà compiuto la maggiore età, o fino a quando non si sarà emancipato, i genitori manterranno il diritto di usufrutto legale sul bene, destinato ad assicurare l’istruzione e l’educazione dei figli e a far fronte alle necessità del nucleo familiare, considerata nel suo complesso. Pertanto, la gestione dell’immobile intestato al figlio dovrà avvenire nell’interesse della famiglia nella sua interezza, e non solamente nei confronti di un solo membro, diverso dal figlio intestatario dell’appartamento.

Ciò premesso, nel momento in cui il figlio diventa maggiorenne, i genitori perderanno l’usufrutto legale, con la conseguenza che l’intestatario del bene potrebbe anche scegliere di sfrattarli dall’appartamento. Per contenere questo rischio, il genitore che acquista la casa per conto del figlio può effettuare una donazione con riserva di usufrutto: nel rogito notarile sarà dunque espressamente indicato che il genitore potrà continuare a vivere all’interno dell’immobile fino al suo decesso. Alla sua morte il figlio potrà liberamente disporre del bene come preferisce.

Donazione indiretta al figlio e autorizzazioni del giudice tutelare

Lo strumento spesso utilizzato per poter intestare la casa al figlio minore è quello della donazione indiretta. Attraverso tale strumento giuridico, il genitore paga direttamente il venditore, oppure accredita i soldi sul conto del figlio e, da questo, fa partire un bonifico in favore del venditore.

In ogni caso, si tenga in considerazione che se il figlio è ancora minorenne, è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare, per cui potrebbero volerci anche due o tre mesi. Naturalmente, nel caso in cui il figlio fosse maggiorenne, non c’è bisogno del tribunale ma del consenso di quest’ultimo, che dovrà presenziare dinanzi al notaio.

Pertanto, nel caso in cui il genitore volesse vendere la casa donata al figlio minorenne, non potrebbe farlo senza avere una nuova autorizzazione del giudice tutelare, il quale potrebbe peraltro negarla se il genitore non riesce a dimostrare che l’operazione è effettuata nell’interesse del figlio.

Perché intestare la casa al figlio?

Sono numerose le motivazioni che potrebbero sottintendere la possibilità di intestare la casa al figlio. Si pensi, per esempio, alla possibilità di fruire di maggiori agevolazioni fiscali, considerato che per le transazioni sulle prime case le imposte sono versate in misura significativamente ridotta: dal 10% al 4% di Iva in caso di acquisto da costruttore e dal 9% al 2% di imposta di registro in caso di acquisto da privato, oltre a imposte catastali e ipotecarie percepite in misura fissa pari a 50 euro ciascuna se si acquista da privato o 200 euro ciascuna se si acquista da ditta. Ancora, intestare la casa al figlio potrebbe escludere la stessa dal perimetro di beni aggredibili dall’agente per la riscossione in caso di cartelle esattoriali non pagate.

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