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Mercato immobiliare, come è andato il terzo trimestre 2020 secondo i dati OMI

Mercato immobiliareQualche giorno fa l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli ultimi dati relativi all’andamento delle compravendite nel mercato residenziale italiano, delineando nel terzo trimestre una nuova inversione di tendenza per i volumi di compravendita nel settore.

Dopo due periodi di forte calo, evidentemente indotti dai blocchi e dai rallentamenti delle attività favoriti dalle misure restrittive in epoca pandemica, nel terzo quarto 2020 si è di fatti registrato un volume di oltre 4.200 abitazioni compravendute in più rispetto al terzo trimestre 2019, con un incremento del 3,1% su base annua.

Un andamento eterogeneo

Ad ogni modo, l’andamento del mercato residenziale nel terzo trimestre 2020 risulta essere variamente distribuito, con i capoluoghi che mostrano una variazione tendenziale negativa (- 6,7%) e i comuni non capoluogo che invece riescono a portare in dote una crescita complessiva dell’8,1%.

Tra le aree territoriali, la distribuzione è simile a quella nazionale con la sola eccezione del Centro Italia, in cui la variazione positiva dei comuni minori (+ 5%) non compensa il passo indietro dei capoluoghi (- 9,5%), determinando così l’unico saldo negativo per macroarea (- 1,7%). Nel Sud, invece, dato positivo per le città capoluogo (+ 2,2%), con crescita ben più rilevante per i comuni minori (+ 12,1%).

Il sondaggio congiunturale

Come sempre, risulta altresì essere di particolare interesse leggere i dati di cui sopra in integrazione con quelli sul clima del mercato immobiliare residenziale, così come rilevati dal Sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni in Italia a cura di Banca d’Italia, OMI e Tecnoborsa.

Le valutazioni di sintesi di maggiore significatività, pur aggiornate alla fine dell’estate, sono a nostro giudizio le seguenti:

  1. la quota di operatori che segnalano la diminuzione dei prezzi di vendita è salita al 36%, contro il 34% della prima parte del 2020;
  2. la quota di agenzie immobiliari che dichiara di aver venduto almeno un’abitazione nel secondo trimestre 2020 è calata dal 72,4% al 69,9%;
  3. la causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere rimane sempre la presenza di offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore (per il 57,8%, contro il precedente 51,9%);
  4. lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è rimasto stabile intorno al 10,9%;
  5. stabili sono rimasti anche i tempi medi di vendita, oggi pari a 7,5 mesi;
  6. la quota di acquisti finanziati attraverso un mutuo ipotecario è tornata sopra il 75% (75,2%, contro il 66,9% del trimestre precedente), con un loan-to-value pari al 76,8%.

Per quanto attiene il futuro, le valutazioni sull’evoluzione del mercato immobiliare si sono fatte meno sfavorevoli. Si noti infine che l’avvento della pandemia ha rapidamente mutato le preferenze degli acquirenti immobiliari italiani: il report segnala infatti un forte incremento della richiesta di soluzioni abitative indipendenti, con disponibilità di spazi esterni, così come di abitazioni in cui sia possibile riservare uno spazio alle attività lavorative da svolgere a domicilio.

 

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